P.O.F.
Piano Offerta Formativa
Anno Scolastico 2004/2005
APPROVATO DAL COLLEGIO DOCENTI IN DATA 11/10/2004
ADOTTATO DAL CONSIGLIO D'ISTITUTO IN DATA 12/11/2004

 

Mappa: Finalità P.O.F.
  Premessa - Identità storico-culturale ed economica della città
Nola oggi
  L'Istituto - Strutture - Risorse - Personale
Mappa Attività Integrative
Attività didattiche e integrative
Coordinamenti disciplinari e Dipartimenti interdisciplinari
Le discipline e gli orari di insegnamento
Finalità- Obiettivi educativi e formativi
  Obiettivi trasversali. Scelte didattiche
  I.D.E.I.
  Tabella Indicativa di valutazione generale per gli allievi
  Mappa. Patto formativo
  Patto Formativo
  Funzioni Strumentali
  Criteri di attribuzione delle Funzioni Strumentali
  Statuto delle studentesse e studenti
  Regolamento generale per il funzionamento del liceo
  Norme di comportamento per il personale a.t.a.
  Norme di comportamento per lo studente
  Norme di comportamento per il personale docente

 

MIRARE ALLO SVILUPPO
DELLA PERSONA UMANA
SOSTENERE ED ORIENTARE
PROMUOVERE PER GLI ALUNNI
IL SUCCESSO FORMATIVO
P. O. F.
MIGLIORARE IL PROCESSO
DI INSEGNAMENTO
E DI APPRENDIMENTO
TRADURRE GLI OBIETTIVI
NAZIONALI IN PERCORSI
FORMATIVI

 

PREMESSA
Il presente documento costituisce l'identità culturale e progettuale di questa Istituzione Scolastica e ne esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa.
Il presente P.O.F. è coerente con gli obiettivi generali e educativi dei due indirizzi di studi del Liceo, Classico e Scientifico, " G. Carducci " ed intende riflettere le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale in cui esso opera (cfr. Regolamento dell'autonomia art. 3).

 

IDENTITA' STORICO-CULTURALE ED ECONOMICA DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO IN CUI OPERA LA SCUOLA
 
Nola: la sua storia
La città di Nola sorge nella parte orientale della fertile pianura campana, ai piedi di amene colline. Secondo i filologi, il nome potrebbe avere tre etimologie: NO-LAS (città senza pietre), NAHUL (città nella valle), NUV-LA (città nuova).
Nola è una nobile ed antichissima città le cui origini sono anteriori a quelle della stessa Roma. Antiche popolazioni italiche, Ausoni, Opici, Osco?Sanniti contribuirono alla sua formazione ed al suo sviluppo. La fondazione di Nola con il nome di NUV-LA, città nuova, dovrebbe risalire al VI-V sec.a.C. ad opera degli Osci (Cippus Abellanus). L'aggettivo "nuova" sarebbe stato usato per contraddistinguerla dalla città vecchia, HYRIA, sorta sulle falde della vicina collina nord-est dell'odierna città e distrutta forse da calamità naturali. Dopo la fase ausonica, la città si trovò, al pari di Capua, nella sfera d'influenza etrusca, come attestano i materiali delle necropoli arcaiche.
La storia di Nola s'intrecciò con quella di Roma, con alterne vicende di rivalità e di amicizia: per il coraggio e il valore dimostrato dai Nolani nella difesa della città nella seconda guerra sannitica i Romani la elevarono a "Municipium". Minacciata da Annibale, respinse per ben tre volte i suoi attacchi, sotto la guida del pretore Claudio Marcello. Successivamente, vista diminuita la sua autonomia, la città prese parte alla rivolta degli Italici contro Roma. Resistette ben dieci anni agli attacchi di Silla, che nell'80 a.C. la espugnò e vi stabilì una colonia dei suoi veterani. Con Augusto la città ebbe un periodo di ricchezza e di splendore, diventando la "Nolana colonia Felix Augusta" (Strabone). Dopo la morte di Augusto, avvenuta proprio a Nola nel 14 d. C., iniziò per la città una lenta decadenza: da centro attivo di traffico e di commercio, diventò una cittadina prevalentemente agricola.
Le invasioni barbariche (nel 410 fu saccheggiata dai Goti di Alarico e nel 455 fu devastata dai Vandali di Genserico) non fecero altro che peggiorare la situazione della città. Dopo la guerra greco-gotica fu occupata dai Longobardi. Passò poi a far parte del Ducato di Benevento ed in seguito di quello di Salerno e di Napoli. Coinvolta negli scontri tra Svevi ed Angioini, nel 1269 Nola e le sue terre furono concesse in feudo da Carlo d'Angiò a Guido di Monfort (con il titolo di conte di Nola).
Guido morì nel 1290 senza lasciare eredi e perciò la contea passò al genero Romano Orsini, che ne aveva sposato la figlia Anastasia: ha inizio la Signoria degli Orsini. Nola ritorna al suo antico prestigio.
La città visse un fecondo Umanesimo e vantò uomini di cultura ed eruditi, da Ambrogio Leone, filosofo e storiografo di fama nazionale, al Tansillo, che Bernardo Tasso annovera fra " i più bei poeti napoletani ", allo scultore Giovanni Merliano, il " Michelangelo partenopeo ", a Girolamo Santacroce, al matematico Carlo Theti, ingegnere militare, morto a Padova nel 1589.
Ed ancora, in pieno 1500, furono attivi Nicola Antonio Stigliola, medico e filosofo, esperto di astronomia ed accademico dei Lincei, perseguitato dall'Inquisizione come Pomponio Algerio, e poi lo scultore Girolamo Santacroce, l'intagliatore Alberto da Nola e l'eroico ammiraglio Giovan Battista Mastrilli, caduto a Lepanto nel 1571.
Molto fervida fu in città l'opera dei Francescani che, giunti a Nola ad opera degli Orsini, offrirono esempi fulgidi di carità, preghiera e studio, sacrificandosi durante l'eruzione del Vesuvio nel 1631 e la grave peste del 1656.
Rimasta fedele agli Spagnoli, durante la rivolta di Masaniello, Nola conobbe nel '700 una grave decadenza economica e culturale, finché, durante il regno di Carlo III di Borbone, esplicò in città la sua opera illuminata il Vescovo Troiano Caracciolo del Sole, che fondò il nuovo Seminario Diocesano per i giovani Nolani da avviare agli studi ed al sacerdozio, mentre in quella che era la periferia urbana, sotto la sapiente guida dell'architetto Ferdinando Fuga, si costruivano i " Nuovi quartieri fissi ", la caserma "Principe Amedeo" (il cosiddetto "48"), per alloggiare la cavalleria ed i dragoni.
Nel 1810, Gioacchino Murat elevò Nola a centro di distretto della Provincia di Terra di Lavoro, con 37 comuni, una superficie di 689 Kmq ed un numero considerevole di uffici ed istituti pubblici.
Nel 1820, proprio da Nola, partirono i Moti Carbonari; in Via Principessa Margherita all'epoca della Repubblica partenopea (1799) era stato innalzato "l'albero della libertà" a testimoniare, ancora una volta, la vitalità civile della città che ebbe modo di manifestarsi, in tempi a noi più vicini, anche nel 1943, con la resistenza all'oppressione nazista.
La storia di Nola è poi particolarmente illustre per due autorevolissimi personaggi: Paolino e Giordano Bruno.
Dal 405 al 431 d. C., la comunità cristiana fu guidata, infatti, da Ponzio Meropio Paolino originario di Burdigala, l'odierna Bordeaux, vescovo e poeta in latino, santo, per onorare il quale, ogni anno a giugno si celebra una delle più belle sagre popolari, la Festa dei Gigli, obelischi di 25 mt. di altezza, in legno e cartapesta, realizzati da antiche e prestigiose botteghe locali, portati in processione per le strade cittadine.
A Nola, ebbe i natali Giordano Bruno, insigne esponente della filosofia rinascimentale, strenuo difensore del libero pensiero, condannato dall'Inquisizione e arso vivo a Roma, nel 1600.
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Nola: oggi
La collocazione baricentrica nel contesto interprovinciale ed il riconosciuto ruolo di "cerniera" fra Napoli e le cosiddette zone interne, fanno di Nola e, più complessivamente dell'area nolana, una realtà decisiva dell'intero territorio regionale. Infatti, la sua posizione geografica, porta di accesso alle valli che conducono verso il Sannio e l'Irpinia, già nell'antichità ne faceva uno dei principali nodi di transito per le popolazioni che abitavano la Campania.
Oggi, l'attraversano due grandi assi viari autostradali che portano a Roma sulla direttrice tirrenica: la Napoli-Bari e la Caserta-Salerno-Reggio Calabria.
Nola è sede di importanti uffici statali e ospita strutture di rilevante spessore: il Tribunale, l'Agenzia delle Entrate, l'INPS, l'INAIL, l'Ufficio Scavi della Sovrintendenza Archeologica, il Museo Archeologico, il Museo Diocesano, l'Università degli Studi Partenope, e ancora la struttura di vendita all'ingrosso più importante del Mezzogiorno (CIS), con annesso Interporto. Presso il Seminario Vescovile è conservato il Cippus Abellanus, documento di lingua osco-sannita. Recenti scavi hanno portato alla luce i resti di un importante anfiteatro di epoca romana ed altre testimonianze di notevole rilevanza archeologica. Un villaggio, con resti umani, suppellettili, animali, in buono stato di conservazione, risalente al secondo millennio a.C., è stato ritrovato in via Polveriera. Il plastico dello stesso è visibile in un'ala del Museo Archeologico, in via Senatore Cocozza.
La città è sede di una delle più antiche ed estese Diocesi.
Rilevante per le tradizioni religiose, folkloristiche, antropologiche e culturali della città è la Sagra dei Gigli che si svolge ogni anno a giugno in onore di S. Paolino.
La nostra popolazione scolastica proviene, oltre che dalla zona cittadina, da un territorio che si estende dalle colline del baianese?lauretano fino alla pianura nolana, comprendendo Marigliano e Brusciano.
E' questo il contesto entro il quale la nostra scuola si colloca, e con esso è chiamata a misurarsi assumendo come punti di riferimento :
      -   il carattere di "svolta epocale" che l'inizio di un nuovo millennio, al di là di ogni enfasi retorica, rappresenta;
      -   la consapevolezza delle profonde trasformazioni che investono, in modo ormai irreversibile, il mondo della scuola;
      -   la necessità di svolgere un ruolo attivo rispetto ad un territorio che, mentre sta perdendo le proprie tradizionali connotazioni, fatica a           darsi una precisa identità.
Nell'ambito delle proprie competenze, l'obiettivo prioritario del Liceo Carducci è quello di svolgere una costante e qualificata azione culturale, di formazione e di orientamento.
Il patrimonio della cultura umanistica, che ancora oggi conserva intatta la capacità di forgiare le future classi dirigenti, largamente intese, deve rappresentare lo strumento determinante per la piena valorizzazione ed utilizzazione di tutte le risorse della nostra realtà, in particolare quella dei "Beni culturali". Tale rinnovata identità, dovrebbe rilanciare la centralità economica, sociale, politica e culturale di Nola e della sua area, anche ai fini di una concreta possibilità di sbocchi occupazionali.
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L'ISTITUTO
 
Strutture - Risorse - Personale
Con Regio Decreto (Boll. uff. del 12/5/1936, p.491) il Liceo fu statizzato nel 1935; ricorre, pertanto, il 69° anniversario della sua fondazione.
Dall'anno scol. 1909/10, avvalendosi delle straordinarie capacità educative e tecniche d'uomini intelligenti e laboriosi come il prof. Francesco Notaro, il sacerdote prof. Francesco Sarappa, i proff. Felice Nunziata, Antonio Napolitano e Pietro Mundo, operava, con alterna fortuna, un ginnasio pareggiato.
Il liceo statale Nolano, che cominciò a funzionare nell'anno scol. 1935/36 in un edificio privato, in via Cimitile, assunse il nome di "G. Carducci".
L'edificio nuovo, inaugurato nel 1972, è ubicato nella parte nord?orientale della città, su di un'area poligonale irregolare che confina con via dei Mille e via Seminario. Esso è costituito da due corpi di fabbrica disposti a L, a pianta compatta, comprendenti tre piani, oltre quello che si sviluppa al disotto del livello stradale, sistemato a porticato; i cancelli d'ingresso si aprono su ampi piazzali.
Il corpo di fabbrica comprende 42 aule normali, gli uffici di segreteria, la presidenza, la sala professori, locali adibiti ad archivio; attualmente, per necessità di servizio, sono stati ricavati altri quattro ambienti per accogliere le classi in esubero. L'ampia aula della biblioteca, adibita anche a sala conferenze, contiene circa 8000 volumi ed è ricca di classici antichi e moderni di ottime monografie e di libri rari, tra i quali "La Nolana Ecclesiastica Istoria" del Remondini, nonché di enciclopedie. Vi sono due palestre coperte, una di mq 382 e l'altra di mq 167. L'Istituto, che è in continua crescita, quest'anno comprende anche una sede staccata costituita da n° 10 aule offerte dalla Scuola media "Giordano Bruno" di Nola.
La scuola possiede laboratori d'Informatica, Fisica, Scienze con banco/cattedra di chimica, modelli didattico-scientifici, utilizzati per l'allestimento del Museo di storia naturale, per il quale il liceo ha partecipato, a livello nazionale, alla "Settimana della cultura scientifica".
Grazie ai Finanziamenti Europei (Progetto P.O.N. Mis.2 az.2.1 F) é stato realizzato un nuovo laboratorio scientifico-tecnologico.
Oltre alla vasta e moderna strumentazione di fisica e di chimica e alle postazioni multimediali in rete, che costituiscono le due aule di informatica, i mezzi a disposizione sono: n° 3 televisori, n° 2 videoregistratori, una lavagna luminosa, n° 3 apparecchi combinati tele-videoregistratori, n° 3 fotocopiatrici, un amplificatore con microfoni, una postazione multimediale con videoproiettore e sistema d'amplificazione audio, una postazione attrezzata per docenti (prog. 1A), materiale audiovisivo.
Il personale è composto dal Dirigente Scolastico, 104 docenti, 16 collaboratori scolastici ausiliari, un assistente tecnico, 8 assistenti amministrativi, e una Direttrice SGA .
La platea scolastica è di 1431 alunni, suddivisi in 56 classi: 20 classi di Liceo scientifico di cui una mista/bilingue (inglese e francese), 36 classi di Liceo classico, di cui n° 4 corsi sperimentali di lingua inglese e una di matematica con elementi di informatica.
L'asse culturale dell'Indirizzo Linguistico si fonda sul linguaggio inteso quale oggetto privilegiato di riflessione e perno di riferimenti culturali e di dinamiche conoscitive, in tale contesto vanno valorizzati sia gli aspetti linguistici dei singoli linguaggi (come quello logico-formale o come quello visivo), sia il concetto di lingua nelle sue diverse valenze di strumento di comunicazione e di relazione, di veicolo di conoscenza, di fattore culturale. Un aspetto fondamentale della programmazione in questo tipo di Indirizzo è costituito da una metodologia che fa un largo uso di materiale informatico che motiva massimamente i giovani. Ampio spazio è riservato alla didattica laboratoriale, incentrata sul saper fare e sull'imparare facendo, sulle strategie della scoperta, sull'utilizzazione del problem solving. Gli studenti sono collocati al centro del percorso formativo quali attori del processo di apprendimento, mentre il docente dal canto suo si propone come mediatore tra la disciplina e gli studenti, come facilitator dei processi attraverso i quali l'allievo costruisce le sue conoscenze e sviluppa progettualità e autonomia. In questo ambito, la strategia formativa, largamente praticata con successo, è il cooperative learning, l'"apprendimento cooperativo", una forma di tutorato idonea a ridurre gli elementi di ansia e di competitività e a favorire atteggiamenti di mutua collaborazione.
 
Rapporti con il territorio
Il liceo Carducci sottolinea la sua apertura a tutte le istituzioni socio-politiche, economiche e culturali che operano sul territorio di sua pertinenza; in particolare si propone di stabilire rapporti con le Università, con l'Istituto Italiano di Studi Filosofici e con l'AICC, per realizzare una compiuta valorizzazione del patrimonio culturale locale; si relazionerà ancora con biblioteche pubbliche e private, con scuole, enti, associazioni, circoli, imprenditori, con quanti, insomma, determinano in positivo la realtà locale.
Le linee generali dell'attività didattica curricolare e di sperimentazione sono quelle previste dai vigenti programmi ministeriali.
Le attività di sperimentazione riguardano:
PL - prosecuzione dello studio della lingua straniera nel triennio(sez. A - D -F ? G )
PNI - nuovi programmi di matematica con elementi d'informatica(sez. E).
A queste attività sono destinati almeno 200 giorni per anno scolastico.
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ATTIVITA'

INTEGRATIVE


· ACCOGLIENZA
· C.I.C.
· ORIENTAMENTO
· I.D.E.I.
· ATTIV. POMER.(L. 567)
· SICUREZZA
· ED. ALLA LETTURA
· ED. STRADALE
· ED. ALLA LEGALITÀ
· EDUC. ALLA SALUTE
· IL QUOTIDIANO IN CLASSE

VIAGGI D'ISTRUZIONE

REALIZZAZIONE DI PRODOTTI DIDATTICI
(mostre, pubblicazioni, prodotti multimediali…)


PARTECIPAZIONE A

Certamina, concorsi, olimpiadi di matematica, olimpiadi di biologia, manifestazioni sportive, campionati studenteschi.



P.O.N.
Programma Operativo Nazionale
" la Scuola per lo Sviluppo "



Reti operative con Enti pubblici,
ASL e Istituzioni scolastiche

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Attività didattiche complementari ed integrative
Le attività didattiche complementari ed integrative sono programmate a livello o di classe o di gruppi di classi. Possono variare da classe a classe e possono essere attuate dentro e fuori l'istituto compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili.
Le fondamentali attività proposte e poi approvate dal Collegio dei docenti sono le seguenti:

   °   Dibattiti, conferenze e seminari condotti da esperti anche on line;
   °   Realizzazioni di prodotti didattici (pubblicazioni, mostre, video, fascicoli);
   °   Visite guidate;
   °   Viaggi d'istruzione in Italia ed all'estero;
   °   Organizzazione delle "manifestazioni bruniane"
   °   Partecipazione al Certamen Arpinas, al Certamen Horatianum, ad altri certamina e concorsi di poesia e narrativa a carattere nazionale,        Olimpiadi di matematica, Olimpiadi di biologia;
   °   Partecipazione ad iniziative a carattere formativo organizzate da enti o altre scuole in Italia o all'estero: "Galassia Gutenberg", "Futuro        Remoto";
   °   C.I.C. (Centro Informazione e Consulenza) d'intesa con l'A.S.L. (Centro Igiene Mentale) e SERT;
   °   Attività pomeridiane ( D.P.R. 567 ) di orientamento, ricerca e approfondimento;
   °   Progetto Pilota-Invalsi;
   °   Progetto Biblioteca ed Educazione alla Lettura;
   °   Valorizzazione e utilizzazione della Biblioteca di Istituto;
   °   Didattica del territorio: "Recupera la Memoria Storica", "Cittadinanza attiva", "Ama di più la tua città", "Paolino e la sua città";
   °   P.O.N. - Programma Operativo Nazionale - ( Fondi Strutturali Europei );
   °   Avviamento alla pratica sportiva e adesione ai Campionati Studenteschi;
   °   Giornale d'Istituto, anche on line;
   °   Quotidiano in classe;
   °   Annuario dell'Istituto;
   °   Giornata della creatività e del folklore del territorio;
   °   Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica;
   °   Alternanza scuola-lavoro e pari opportunità;
   °   Prevenzione e sicurezza;
   °   Cura e realizzazione della privacy;
   °   Attività di solidarietà e volontariato;
   °   Intercultura, immigrazione e integrazione;
   °   Educazione alla legalità;
   °   Educazione ambientale;
   °   Educazione alla Salute;
   °   Educazione Stradale: preparazione finalizzata al rilascio del Patentino di Guida;
   °   Educazione all'immagine (cineforum, attività teatrali, musicali, di fotografia e disegno);
   °   Educazione alle nuove tecnologie: ECDL, videoconferenza, multimedialità.
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COORDINAMENTI e DIPARTIMENTI INTERDISCIPLINARI
 
L'attuazione di una didattica modulare impone la revisione dell'assetto dei vecchi dipartimenti e la loro caratterizzazione in senso disciplinare e funzionale all'indirizzo curriculare degli alunni. Pertanto i Dipartimenti, così come previsti dal vecchio POF, si trasformano in "coordinamenti disciplinari" organizzati in aderenza all'articolazione delle singole Classi di concorso; ad essi è demandata la funzione di garantire percorsi didattici omogenei e di definire metodologie, strumenti di verifica e criteri di valutazione anche in considerazione della continuità tra biennio e triennio. I "dipartimenti interdisciplinari" hanno invece la funzione di garantire agli alunni un'offerta formativa coerente con l' indirizzo di studi prescelto, di proporre cioè un percorso culturale caratterizzante. In particolare ai dipartimenti del biennio è affidato il compito di operare in materia di metodo, contenuti e indirizzo; ai dipartimenti interdisciplinari del triennio è demandato il compito di operare in materia di approfondimento, ricerca e orientamento w in tal modo di promuovere nei discenti quanto è possibile per una scelta consapevole degli studi universitari.

I coordinamenti disciplinari sono pertanto i seguenti:
ITALIANO E LATINO;
MATERIE LETTERARIE, LATINO E GRECO;
STORIA E FILOSOFIA;
DISEGNO E STORIA DELL'ARTE;
LINGUA STRANIERA;
MATEMATICA E FISICA;
SCIENZE E GEOGRAFIA ASTRONIMICA;
EDUCAZIONEFISICA;
RELIGIONE.

I dipartimenti interdisciplinari sono i seguenti:

      -  Biennio classico: 
          
           
Dipartimento delle discipline del IV ginnasio;
            Dipartimento delle discipline del V ginnasio;

      -  Biennio scientifico:

            Dipartimento delle discipline del I liceo;
            Dipartimento delle discipline del II liceo;

      -  Triennio classico:

            Dipartimento di Italiano, latino, greco, arte;
            Dipartimento di storia, filosofia, religione, inglese;
            Dipartimento di matematica, fisica, scienze, ed. fisica;

      -  Triennio scientifico:

            Dipartimento di matematica, filosofia e latino;
            Dipartimento di fisica, storia, scienze, ed. fisica;
            Dipartimento di italiano, arte, inglese, religione.

 
Commissioni speciali:

 


Commissione collaudo costituita da:

1. FRANCESCO CAPUTO
2. FRANCESCO COLUCCI
3. RAFFAELE FALCO
4. VINCENZA PREVETE
5. Sig. RAFFAELE MAZZOCCHI

Commissione Olimpiadi di matematica e di chimica costituita da:

1. ROBERTO AMELIA
2. CAROLINA CICCONE
3. FELICE ESPOSITO
4. ANTONIO PARISI

Commissione Certamina costituita da:

1. CIRO ASPROSO
2. GIOVANNI MERCOGLIANO
3. ALFREDO PODDA
4. FILOMENA ROMANO
5. MASSIMO VITALI

Commissione Borsa di Studio "G. Grauso" costituita da:

1. RAIMONDO GENOVESE
2. ANTONIO PARISI
3. D S G A (rappr. ATA)
4. FRANCESCA PROFETA III E (rappr. alunni)

Commissione Borsa di Studio "FONSECA - BANCA POPOLARE DI NOVARA" costituita da:

1. ELENA FALCO
2. ANGELA MUGIONE
3. MARISA PADULA
4. ANTONIO PARISI

 

 

Responsabili progetti speciali:
 

C I C: prof. ANTONIO VENTRE
AMBIENTE:prof. SALVATORE DE FALCO
SALUTE E LOTTA AL FUMO: prof. M. ANTONIETTA NAPOLITANO
LEGALITÀ: prof. LUIGI PASCIARI

Referenti laboratori e palestre:
  LABORATORIO DI SCIENZE: prof. SALVATORE DE FALCO
LABORATORIO DI FISICA: prof. FRANCESCO CAPUTO
PALESTRA n° 1: prof. WANDA FERONE
PALESTRA n° 2: prof. FLORINDA SEPE
I progetti per le attività extracurriculari, presentati da singoli o da gruppi di docenti nei dipartimenti competenti, saranno presi in esame dal Collegio dei docenti o, in via delegata, dai responsabili delle funzioni strumentali; sarà valutata l'aderenza degli stessi alle linee programmatiche del P.O.F. e la loro compatibilità con le voci di Bilancio.
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LE DISCIPLINE E GLI ORARI DI INSEGNAMENTO


LICEO PLURICOMPRENSIVO CLASSICO E SCIENTIFICO
STATALE“ G. CARDUCCI ”NOLA
ANNO SCOLASTICO 2001 - 2002
INDIRIZZI DI STUDIO

MATERIE DI

INSEGNAMENTO

LICEO CL.
IND.TRADIZIONALE
LICEO CL.IND.
SPERIMENTALE
P.N.I
LICEO CL.
IND.SPERIMENTALE
LINGUISTICO
LICEO
SCIENTIFICO
ORE D'INSEGNAMENTO
ORE D'INSEGNAMENTO
ORE D'INSEGNAMENTO
ORE D'INSEGNAMENTO
GINNAS.
LICEO
GINNAS.
LICEO
GINNAS.
LICEO
IV
V
I
II
III
IV
V
I
II
III
IV
V
I
II
III
I
II
III
IV
V
ITALIANO
5
5
4
4
4
5
5
4
4
4
5
5
4
4
4
4
4
4
3
4
LATINO
5
5
4
4
4
5
5
4
4
4
5
5
4
4
4
4
4
4
4
3
STORIA
2
2
3
3
3
2
2
3
3
3
2
2
3
3
3
3
2
2
2
3
GEOGRAFIA
2
2
 
 
 
2
2
 
 
 
2
2
 
 
 
2
 
 
 
 
GRECO
4
4
3
3
3
4
4
3
3
3
4
4
3
3
3
 
 
 
 
 
FILOSOFIA
 
 
3
3
3
 
 
3
3
3
 
 
3
3
3
 
 
2
3
3
LINGUA STRANIERA
4
4
 
 
 
4
4
 
 
 
3
3
3
3
3
3
4
3
3
4
MATEMATICA
2
2
3
2
2
4
4
3
3
3
2
2
3
2
2
5
4
3
3
3
FISICA
 
 
 
2
3
 
 
 
2
3
 
 
 
2
3
 
 
2
3
3
SCIENZE
 
 
4
3
2
 
 
4
3
2
 
 
4
3
2
 
2
3
3
2
DIS. E  ST. DELL’ARTE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
1
3
2
2
2
ST ORIA    DELL’ARTE
 
 
1
1
2
 
 
1
1
2
 
 
1
1
2
 
 
 
 
 
EDUCAZIONE FISICA
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
RELIGIONE
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
TOTALE DELLE ORE SETTIMANALI PREVISTE PER CIASCUN CORSO DI STUDI CLASSE
LICEO CL.IND.TRADIZIONALE
LICEO CL.
IND.SPERIMENTALE P.N.I
LICEO CL.
IND.SPERIMENTALE
LINGUISTICO
LICEO
SCIENTIFICO
TOTALI  ORE
TOTALI  ORE
TOTALI   ORE
TOTALI  ORE
GINNAS.
LICEO
GINNAS.
LICEO
GINNAS.
LICEO
LICEO SCIENTIFICO
IV
V
I
II
III
IV
V
I
II
III
IV
V
I
II
III
I
II
III
IV
V
 
27
27
28
28
29
29
29
28
29
30
26
26
31
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FINALITA'
 
     - Formare l'individuo, che " sappia" e " sappia fare" criticamente

     - Interagire con il territorio perché l'Educare non diventi autoreferenziale.

 
Obiettivi educativi e formativi
 
     - Educare alla convivenza democratica, al fine di stabilire relazioni concrete di pace, solidarietà, integrazione etnica.

     - Favorire l'autostima, il senso di sicurezza e dell'unicità della persona, al fine di elaborare un personale progetto di vita.

 
Obiettivi trasversali disciplinari
 
  - Cura della correttezza ortografica e morfo-sintattica.
- Acquisizione dell' organicità nell'esposizione orale e scritta.
- Conoscenza dei generi letterari e delle principali tipologie testuali.
- Competenza nella analisi, nella contestualizzazione e nella traduzione di testi classici e moderni.
- Ricerca delle fonti e analisi delle teorie letterarie, storiche, filosofiche, scientifiche.
- Lettura interpretativa di un'opera d'arte.
- Educazione alla mondialità.
- Corretta utilizzazione dei mezzi di comunicazione di massa.
- Acquisizione dei linguaggi specifici.
- Sviluppo del complesso delle operazioni logiche e dei metodi di ricerca che consentono di comprendere, analizzare, sintetizzare, rielaborare i   dati.
- Acquisizione di abilità operative e di modalità d'indagine: esplorare, progettare, verificare, riflettere, organizzare.
- Acquisizione da parte degli alunni di una metodologia sperimentale, attraverso la capacità di avanzare ipotesi e verificarne la validità.
- Promozione di una nuova sensibilità per il recupero e la tutela del patrimonio culturale ed ambientale.
- Attuazione di una pratica sportiva che innalzi il grado di autostima e superi la timidezza individuale.
- Rilancio e valorizzazione della identità culturale del territorio. Proiezione in una dimensione sopranazionale dei capisaldi culturali locali   identificabili principalmente nelle figure di S. Paolino e G.Bruno.
 
Scelte didattiche
 
  - Promozione di una didattica modulare e laboratoriale.
- Assunzione della pluridisciplinarietà come pratica costante e caratterizzante dell'intera offerta formativa.
- Introduzione di una didattica modulare di tipo interdisciplinare.
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I.D.E.I.
Interventi Didattici Educativi Integrativi
 
Il Collegio dei Docenti, su proposta dei Consigli di Classe, delibera le attività integrative volte al superamento di ogni forma di insuccesso scolastico.

Le modalità di svolgimento degli I.D.E.I. sono:

a) Corsi di recupero;
b) Pausa didattica.

 
Corsi di recupero
 
Sono lezioni, da farsi oltre l'orario curricolare ad alunni, individuati dai Consigli di Classe, con preparazione carente in una o più discipline (debiti formativi).
 
Pausa didattica
 
Sono lezioni in orario curriculare in cui si riprendono con metodologie diverse i temi già trattati, bloccando l'avanzamento del programma disciplinare. Si opera con l'intera classe articolata in gruppi e differenziando il lavoro da gruppo a gruppo. Oppure, se l'orario scolastico lo consente ed i docenti sono disponibili, si articola il lavoro con classi parallele "aperte".
Nel mese di dicembre, dopo il primo bimestre impiegato nell'attività di accoglienza e nella realizzazione delle prime unità didattiche programmate, sono previsti, previa specifica delibera dei Consigli di classe, dei moduli per blocchi tematici in autonomia organizzativa, con possibilità di modifiche anche orarie.

Nell'ambito dell'attività di promozione culturale sono promosse le altre seguenti attività:

 
Sportello didattico permanente
 
È una scelta che si offre a tutti gli alunni di chiarire o approfondire, in tempo reale, argomenti non bene assimilati o particolarmente complessi, con docenti dell'Istituto disponibili in orario pomeridiano.
 
Corsi di potenziamento
 
Sono lezioni destinate ad allievi non "in debito", tese a consolidare conoscenze particolari non perfettamente assimilate o sistemate.
A seconda delle risorse finanziarie assegnate alla scuola possono essere fatti durante le ore curriculari o/e in aggiunta.
 
Corsi di approfondimento delle tematiche curricolari
 
Sono lezioni destinate ad alunni della fascia d'eccellenza delle classi intermedie e terminali. Esse sono finalizzate ad uno studio più approfondito su argomenti inseriti nel piano di lavoro.
 
Fase organizzativa
 
Fin dall'inizio delle lezioni si prevedono corsi di recupero (I fase) rivolti agli alunni che hanno riportato debiti formativi nello scrutinio finale dell'anno precedente, onde consentire loro di affrontare, attraverso un sostegno immediato e mirato, la ripresa delle attività didattiche con maggiore consapevolezza e con accresciute abilità.
I docenti di classe, a conclusione dei corsi, comunque entro la fine di ottobre, verificheranno il livello di recupero del debito. Sono esentati dalla frequenza gli alunni i cui genitori dichiarano di voler provvedere autonomamente al recupero delle carenze registrate. In alternativa al corso di recupero è prevista la "pausa didattica" . I risultati dell'attività di recupero saranno oggetto di apposita verifica scritta e/o orale, obbligatoria per tutti gli allievi .
Al termine del primo quadrimestre vengono individuati dal Consiglio di Classe gli allievi che nelle varie discipline hanno riportato valutazioni al di sotto della sufficienza e si predispone un quadro complessivo delle attività in rapporto alle risorse finanziarie (II fase). Ogni corso ha, di norma, la durata di 20 ore; la programmazione, la realizzazione e le strategie metodologiche sono a cura del docente.
L'attuazione degli I.D.E.I. ha come finalità:
    a) Combattere ogni forma di disagio prevenendo il fenomeno della dispersione;
    b) Favorire la riduzione delle ripetenze;
    c) Offrire agli alunni più motivati la possibilità di ampliare le proprie conoscenze, acquisire competenze e sviluppare ulteriormente le proprie         capacità.
 
Rapporti con le famiglie degli alunni
 
E' assicurato il rapporto tra docenti e genitori attraverso incontri individuali e collegiali. Gli incontri individuali si terranno da ottobre a maggio in orario antimeridiano.
I genitori potranno incontrare gli insegnanti anche in altre occasioni, previo appuntamento con i docenti.
Sono previsti due incontri generali: primo quadrimestre: dicembre; secondo quadrimestre: .aprile .
Al termine del I° scrutinio quadrimestrale il docente coordinatore, coadiuvato da almeno un altro docente del consiglio di classe, in un incontro pomeridiano finalizzato alla verifica dell'andamento scolastico ed alla consegna della pagella, farà rilevare ai genitori degli alunni le eventuali "carenze da recuperare" nel corso del II° quadrimestre ed illustrerà le opzioni offerte dalla scuola per il recupero.
Dopo lo scrutinio finale il Consiglio di Classe provvederà ad attivare le procedure di comunicazioni alle famiglie degli allievi rinviati a recupero, in conformità a quanto stabilito dalla normativa vigente.
 

Attività di accoglienza e di orientamento

 
La Scuola, fondamentalmente favorisce la crescita dei giovani con l'adozione e la realizzazione di una didattica orientante che permetta ai giovani di prendere coscienza delle proprie attitudini e di poter realizzare, consapevolmente, un proprio progetto di vita.
A tal fine, mette in atto le necessarie strategie per ridurre al minimo le difficoltà di inserimento ed i disagi degli alunni provenienti da diverse realtà educative del distretto ed iscritti al I° anno della scuola media superiore.
Organizza, nella prima fase dell'anno scolastico, nel mese di Settembre, attività di accoglienza ed idonee iniziative tendenti a favorire la reciproca conoscenza e l'orientamento degli alunni all'interno dell'edificio scolastico (aule, presidenza, segreteria, laboratori, biblioteca, ecc.) e mette, inoltre, in atto momenti socializzanti come attività creative, lavori di gruppo e visite guidate sul territorio (Progetto "Primo Vere").
Sulla base delle rilevazioni iniziali e, tenuto conto dell'attuale normativa disciplinata dalla legge n° 9 del 20 gennaio 1999, finalizzata all'obbligo di istruzione, dopo l'individuazione di bisogni e/o di eventuali lacune di base, organizza attività di orientamento e di riorientamento e realizza, nell'arco dell'intero anno scolastico percorsi formativi alternativi ed integrati nelle diverse offerte delle istituzioni che operano sul territorio.
Favorisce, inoltre, l'adattamento alle nuove realtà formative mediante contatti con le famiglie e attraverso la compilazione di questionari di autocontrollo e motivazionali.
Allo scopo, poi, di favorire il prosieguo degli studi universitari, organizza incontri con gli Atenei, con docenti universitari e con rappresentanti del mondo del lavoro, fornendo, così, un'informazione dettagliata dei vari percorsi universitari.
 
Autovalutazione
 
Strumenti d'indagine
 
Questionari per rilevare il livello di condivisione di consenso da parte del personale della scuola sui tempi e sui modi.
Questionari per rilevare il livello di condivisione di consenso da parte dei genitori e degli alunni.
Verifica dell'incisività e della ricaduta del servizio offerto.
Questionari per l'individuazione dell'area di miglioramento.
La somministrazione di diversi strumenti di rilevazione deve essere organizzata in modo da consentire una verifica continua e programmata dei risultati conseguiti, dei limiti organizzativi, delle carenze e delle trasformazioni positive che si sono verificate.
 
VERSO IL CURRICOLO DI SCUOLA
 

Il Collegio dei Docenti, in linea con il contesto normativo (art.8 D.P.R.275/99,D.I.234/00,Lettera Circolare 131/01) che consente di delineare una quota locale del curricolo obbligatorio fissata nel 15% dell'ammontare del tempo scuola annuo di tutte le discipline contemplate dall'ordinamento vigente , è favorevole all'ampliamento dell'offerta formativa. Le eventuali nuove scelte devono rispondere ad effettive esigenze degli utenti e del contesto sociale e culturale e devono inserirsi pienamente nelle finalità educative dell'indirizzo classico o scientifico .
Le iniziative dei singoli docenti intese ad attuare quanto sopra, saranno proposte e realizzate d'intesa con i Dipartimenti e i Consigli di Classe.

La scuola provvederà, ancora, a dotarsi di schede di autoanalisi ed autovalutazione del lavoro dei docenti e, più in generale, del personale ausiliario, amministrativo, tecnico, e direttivo, che definiscano un sistema di indicatori di : "contesto", di "dotazione", di "processo", di "profitto".

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Tabella Indicativa di Valutazione Generale per gli Allievi
 
L'istituzione scolastica, nelle more che il C.E.D.E. definisca i criteri generale circa la valutazione degli alunni, propone una griglia i cui indicatori sono: conoscenza, abilità logico-linguistica, capacità critico-creativa, capacità espositiva, interesse, impegno, partecipazione e frequenza. Ciò al fine di passare da una valutazione di tipo intuitivo ad una quanto più possibile oggettiva nel rispetto di chi valuta e di chi viene valutato.

 

Conoscenza
Competenzelogico-linguistica
Capacità
critico-creativa
Capacità espositiva
Interesse, impegno, partecipazione
Voto
Scarsa Inesistente
Scarsainesistente
Molto Scarsa
Scarsa inesistente
Scarso Discontinuo
2/3
Insufficiente Carente
Insufficiente Inconsistente
Insufficiente
Inconsistente
Insufficiente
Disarticolata
Discontinuo
4
Frammentaria Stentata Mediocre
Limitata Modesta Mediocre
Limitata Modesta Mediocre
Approssimativa Incerta Confusa
Limitato
5
Normale Sufficiente
Accettabile Idonea
Accettabile Idonea
Adeguata appropriata
Adeguato
6
Accurata Discreta
Sicura Discreta
Sicura Discreta
Corretta Precisa
Adeguato Costante
7
Rigorosa Approfondita
Buona Articolata
Buona Articolata
Puntuale Argomentata
Diligente Ordinato
8
Ottima strutturata
Ottima Brillante
Ottima Brillante
Ottima Brillante
Attivo Tenace
9
Eccellente
Eccellente
Eccellente
Eccellente
RigorosoCostruttivo
10
Frequenza
La frequenza concorre alla valutazione del profitto dell'alunno in sede di scrutinio finale: Sporadica - Saltuaria - Abbastanza regolare - Regolare - Assidua - Assidua e puntuale.

 

La scuola provvederà, ancora, a dotarsi di schede di autoanalisi ed autovalutazione del lavoro dei docenti e, più in generale, del personale ausiliario, amministrativo, tecnico, e direttivo, che definiscano un sistema di indicatori di : "contesto", di "dotazione", di "processo", di "profitto".
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PATTO FORMATIVO
 
  
 IMPEGNI
DOCENTI
ALUNNI
AGGIORNARSI
COLLABORARE
VALUTARE
RISPETTARE
CREARE UN CLIMA DI FIDUCIA
FARE DEI BILANCI
REGOLARE IL CONTRATTO
AUTOVALUTARSI
PARTECIPARE
FREQUENTARE
IMPEGNARSI
RISPETTARE
REGOLARE IL CONTRATTO
AUTOVALUTARSI
   
I GENITORI SONO CHIAMATI A:

CONOSCERE L'OFFERTA FORMATIVA
ESPRIMERE PARERI E PROPOSTE
COLLABORARE NELLE ATTIVITA'
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PATTO FORMATIVO
 
Il contratto educativo d'Istituto è:
- un accordo tra insegnanti e studenti mirato alla maturazione della responsabilità e dell'impegno personale di ciascun allievo, affinché viva la sua crescita umana e culturale come un proprio progetto;
- uno strumento limitato nel tempo, negoziabile e rinegoziabile, rivedibile in funzione delle tappe del progetto;
- una risposta all'attesa degli studenti di avere dagli insegnanti l'aiuto metodologico necessario per imparare ad organizzare il loro lavoro fino a conquistare l'autonomia.
Gli impegni degli insegnanti:
Nell'ambito dei processi di riforma e di innovazione della scuola, la formazione costituisce una leva strategica per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per una efficace politica di sviluppo delle risorse umane attraverso qualificate iniziative.
Il docente, nella prospettiva dell'autonomia, deve tendere a dare sempre di più qualitativamente, al fine di rendere più efficaci gli interventi formativi.
In tale ottica sono stati delineati i seguenti obiettivi:
a) diffusione della cultura dell'innovazione;
b) corretta interpretazione dei diritti e doveri dei docenti in ordine all'aggiornamento ed alla formazione;
e) comunicazione, collaborazione e cooperazione tra docenti;
d) diffusione delle tecniche di documentazione e dei nuovi canali di informazione.
A tal fine la scuola si propone di attivare una serie di corsi di autoaggiornamento culturale e professionale per il personale docente, in relazione alle esigenze e ai bisogni emersi all'interno della comunità scolastica.
Sono stati pertanto individuati i seguenti percorsi formativi:
o didattica modulare;
o psicologia dell'apprendimento;
o conoscenza delle procedure organizzative;
o procedure informatiche e linguaggi multimediali.

L'attività docente si realizza inoltre attraverso i seguenti obiettivi:

a) Formare

- fare acquisire le competenze e le conoscenze programmate;
- organizzare l'attività formativo-didattica in sequenze:
· definendo e presentando gli obiettivi;
· fornendo aiuto metodologico, mostrando operativamente come si fa;
· rispettando i ritmi di attenzione e di apprendimento;
· armonizzando il carico di lavoro;
· stabilendo le scadenze;
· verificando l'acquisizione delle competenze e organizzando recuperi;
· predisponendo gli strumenti necessari per lavorare in buone condizioni: libri, audiovisivi, uscite, esperti, ecc.

b) Valutare regolarmente, periodicamente e con criteri espliciti.

c) Rispettare
- l'orario di inizio e termine delle lezioni, effettuando tempestivamente i cambi da una classe all'altra;
- le differenze di idee, di comportamenti, di stile tra i ragazzi.

d) Creare un clima di fiducia
- per motivare e per favorire scambi e interazioni con gli alunni e con le famiglie.

e) Rispettare e regolare il contratto

f) Fare dei bilanci e rinegoziare il contratto se necessario

g) Sottoporsi ad una continua verifica, con la disponibilità non solo ad autopromuoversi sul piano delle conoscenze disciplinari ma pure a     migliorare la comunicazione e la capacità relazionale tra docenti e docenti, tra docenti e alunni, tra docenti e genitori.

Gli impegni dei ragazzi

a) Partecipare alla propria formazione mediante un impegno attivo e responsabile:
- frequentare con assiduità;
- partecipare al lavoro di classe ascoltando, ponendo domande, segnalando difficoltà, domandando spiegazioni e aiuto, apportando contributi   personali;
- adeguarsi alle forme di lavoro di classe, di gruppo, individuali;
- predisporre strumenti e materiali necessari per lavorare in buone condizioni;
- impegnarsi in attività esterne e parascolastiche che mirino a promuovere l'interazione fra scuola, territorio, istituzioni e mondo del lavoro.

b) Rispettare:
- l'orario di inizio e termine delle lezioni;
- le strutture, le suppellettili, gli strumenti didattici e quanto costituisce patrimonio comune;
- gli altri: le idee, i comportamenti, la sensibilità, le differenze.


c) Rispettare e regolare il contratto:
- fare dei bilanci valutando e autovalutandosi.


I Genitori sono chiamati a:

- conoscere l'offerta formativa
-esprimere pareri e proposte
-collaborare nelle attività
-informarsi sul profitto, la frequenza, la partecipazione degli studenti

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FUNZIONI STRUMENTALI
 
Il Dirigente scolastico ha la responsabilità complessiva di assicurare la realizzazione della strategia e della pianificazione dell'offerta formativa; egli viene coadiuvato da unità operative chiamate a organizzare e a realizzare specifiche attività e ad assicurare l'integrazione delle fasi e degli attori coinvolti.
Nella scuola vi sono normalmente docenti che coordinano le attività proposte e/o progettate dagli altri docenti. Questi compiti organizzativi complessi vengono definiti funzioni strumentali.
Macrofunzioni o Aree di individuazione funzioni strumentali al piano dell'offerta formativa
MACROFUNZIONE 1: "Gestione del Piano dell'Offerta formativa":
MICROFUNZIONE a. coordinamento delle attività del P.O.F.;
MICROFUNZIONE b. coordinamento della progettazione curriculare e dipartimentale;
MICROFUNZIONE c. valutazione delle attività del P.O.F.
MICROFUNZIONE d. valutazione di Istituto.

MACROFUNZIONE 2: "Sostegno al lavoro dei docenti":
MICROFUNZIONE a. analisi dei bisogni formativi, organizzazione e gestione del piano di formazione e aggiornamento;
MICROFUNZIONE b. redazione di modelli e schemi di supporto alle varie attività didattiche;
MICROFUNZIONE c. pubblicazione dei risultati di maggior rilievo pedagogico, didattico e documentario delle attività realizzate nell'ambito della programmazione relativa ai curricoli disciplinari;
MICROFUNZIONE d. coordinamento dell'utilizzo dei laboratori attraverso un calendario di accesso concordato con i docenti interessati;
MICROFUNZIONE e. monitoraggio delle attività svolte;
MICROFUNZIONE f. coordinamento nella scuola dell'attività di tutoraggio connessa alla formazione universitaria dei docenti.

MACROFUNZIONE 3: "Interventi e servizi per gli studenti":
MICROFUNZIONE a. coordinamento delle attività extracurriculari (viaggi di istruzione, visite guidate ecc.);
MICROFUNZIONE b. attività integrative, di aggregazione e socializzazione degli studenti;
MICROFUNZIONE c. coordinamento delle attività di compensazione, integrazione e MICROFUNZIONE d. recupero del debito formativo;
MICROFUNZIONE e. coordinamento e gestione delle attività di continuità, di orientamento inteso come informazione degli studi universitari e tutoraggio;
MICROFUNZIONE f. coordinamento dei rapporti con le famiglie (scuola - famiglia);
MICROFUNZIONE g. esami di stato;

MACROFUNZIONE 4: "Realizzazione di progetti formativi di intesa con enti e istituzioni":
MICROFUNZIONE a. coordinamento dei rapporti con enti pubblici o aziende esterne alla scuola, anche per la realizzazione di stages formativi;
MICROFUNZIONE b. coordinamento delle attività relative ai finanziamenti dell'U. E., CIPE e Fondi Regionali (P.O.N., P.O.R. leggi speciali, ecc.);
MICROFUNZIONE c. coordinamento delle reti orizzontali, verticali e territoriali.

MACROFUNZIONE 5: "Coordinamento per le attività della Biblioteca, anche on-line":
MICROFUNZIONE a. coordinamento per la riclassificazione del materiale librario, della videoteca e degli altri supporti magnetici (cd e dvd);
MICROFUNZIONE b. favorire la istituzione di un archivio telematico del materiale librario e video presente nelle biblioteche di Nola;
MICROFUNZIONE c. coordinamento delle attività di incremento e riqualificazione della Biblioteca anche sulla base delle indicazione dei coordinamenti disciplinari e dei dipartimenti interdisciplinari;
MICROFUNZIONE d. supporto alle attività connesse all'area progettuale della lettura;
MICROFUNZIONE e. coordinamento delle pubblicazioni on-line prodotte all'interno dell'Istituto;
MICROFUNZIONE f. coordinamento delle attività relative alla costituzione e manutenzione del portale web;
MICROFUNZIONE g. promozione e coordinamento delle attività culturali finalizzate, in particolare, alla valorizzazione del contributo fornito dagli intellettuali meridionali allo sviluppo della civiltà occidentale (dibattiti pubblici, incontri, seminari e pubblicazione di atti).

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CRITERI DI ATTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA 2004/2005
 
Il Collegio dei Docenti nella seduta dell' 11.10. 2004, per l'attribuzione delle Funzioni Strumentali al P.O.F. 2004/2005, ha fissato i seguenti criteri:

1) Frequenza del corso di formazione specifico dell'area o macrofunzione;
2) Disponibilità;
3) Esperienza di ricerca, progettazione e coordinamento;
4) Titoli culturali (corsi di aggiornamento e formazione, specializzazioni, funzioni di coordinatore, membro di commissioni e/o gruppi di programmazione);
5) Capacità relazionali.

La responsabilità delle macrofunzione è così assegnata:
MACROFUNZIONE 1: FRANZESE BRIGIDA
MACROFUNZIONE 2: SAVIANO VITTORIO
MACROFUNZIONE 3: MANZO MARIA GRAZIA
MACROFUNZIONE 4:NAPOLITANO GIOVANNA
MACROFUNZIONE 5: BERGAMASCO ANTONIO

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STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA
 
art.1

Vita della comunità scolastica

1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.
2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia, fatta a New York il 20 novembre 1989, e con i principi generali dell'ordinamento italiano.
3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante- studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione della identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva.
4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

art. 2

Doveri

1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso una adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
2.La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.
3.Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
4.Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti e i docenti: con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
5.Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola, gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione; analogamente, negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori.
6.Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curriculari integrative e tra le attività aggiuntive, facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curriculari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
8. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:
a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo- didattico qualità;
b) offerte formative aggiuntive e anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio, nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti anche con handicap;
e) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.
9. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e assemblee degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.
10.I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte di studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.

art. 3

Doveri

1.Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.
2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
3.Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all'articolo 1.
4.Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e/o di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti.
5.Gli studenti sono tenuti ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
6.Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.

art. 4

Disciplina

I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati.
I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino dei rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestate e non lesive dell'altrui personalità.
Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate all'infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.
Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale .
Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni (Consiglio di Classe)
Nei periodi di allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tal caso la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo ( Giunta Esecutiva). Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8.
Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.
Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla commissione di esami e sono applicabili anche ai candidati esterni.

art. 5

Impugnazioni

Per l'irrogazione delle sanzioni di cui l'articolo 4, comma 7, e per i relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui l'articolo 328, commi 2 e 4, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Contro le sanzioni disciplinari diverse di cui al comma 1 è ammesso ricorso da parte degli studenti nella scuola secondaria superiore e da parte dei genitori nella scuola media, entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola (Consiglio d'Istituto), istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.
L'organo di garanzia di cui al comma 2 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del seguente regolamento.
Il dirigente dell'amministrazione scolastica periferica decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni de l presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia composto, per la scuola secondaria superiore, da due studenti designati dalla consulta provinciale, da tre docenti e da un genitore designati dal consiglio scolastico provinciale, e presieduto da una persona di elevate qualità morali e civili nominata dal dirigente dell'amministrazione scolastica periferica. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.

art. 6

Disposizioni finali

I regolamenti delle scuole e la carta dei servizi prevista dalle disposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.
Del presente regolamento e dei documenti fondamentali di ogni singola istituzione scolastica è fornita copia agli studenti all'atto dell'iscrizione.
E' abrogato il capo III del titolo I del regio decreto 4 maggio 1925, n° 653.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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NORME GENERALI - REGOLAMENTO D'ISTITUTO
 


art. 1

La scuola è centro di promozione culturale teso allo sviluppo del singolo in funzione della sua integrazione sociale. Essa promuove, in collaborazione con le famiglie, il processo educativo dei giovani, ne stimola gli interessi culturali alla luce delle moderne esigenze sociali e svolge ogni azione anche in collaborazione con altri istituti ed enti, diretta a formarne la coscienza civica.

art. 2

Ciascuna classe è una comunità di lavoro, di studio e di ricerca individuale e collettiva degli alunni guidati da docenti i quali avranno cura di valorizzare il coordinamento interdisciplinare, di concerto con il collegio dei docenti. La programmazione dell'azione educativa e didattica, deliberata dal Collegio dei docenti, tiene conto delle esigenze socio-culturali e ambientali.

art. 3

I rapporti tra i docenti e i discenti si informano al dialogo e alla collaborazione, sulla base del reciproco rispetto e sulla chiara consapevolezza dei rispettivi diritti e doveri.

art. 4

Disposizioni sul funzionamento degli Organi Collegiali

La convocazione degli Organi Collegiali deve essere disposta con un congruo preavviso - di massima non inferiore ai cinque giorni - rispetto alla data delle riunioni.
La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell'organo collegiale e mediante affissione all'albo d'apposito avviso; in ogni caso l'affissione all'albo dell'avviso è adempimento sufficiente per la regolare convocazione dell'organo collegiale. La lettera e l'avviso di convocazione devono indicare gli argomenti da trattare nella seduta dell'organo collegiale. Di ogni seduta dell'organo collegiale viene redatto processo verbale - firmato dal Presidente e dal Segretario - steso sull'apposito registro a pagine numerate. Il verbale del Collegio Docenti e del Consiglio d'Istituto sarà letto e approvato nella seduta immediatamente successiva.

art. 5

Programmazione delle attività degli Organi Collegiali

Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie competenze, allo scopo di realizzare nei limiti del possibile un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando a date prestabilite, in linea di massima, la discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere con certezza la possibilità di adottare decisioni, proposte e pareri.

art. 6

Svolgimento coordinato delle attività degli Organi Collegiali

Ciascun Organo Collegiale opera in forma coordinata con gli altri Organi Collegiali che esercitano competenze parallele, ma con rilevanza diversa, in determinate materie. Ai fini di cui al precedente comma si considerano anche le competenze, in materie definite, di un determinato organo, quando il loro esercizio costituisca presupposto necessario ed opportuno per l'esercizio delle competenze di un altro Organo Collegiale.

art. 7

Elezioni contemporanee di Organi di durata annuale

Le elezioni per gli Organi Collegiali di durata annuale hanno luogo, possibilmente, nello stesso giorno ed entro il secondo mese dell'anno scolastico. Sono fatte salve diverse disposizioni ministeriali.

art. 8

Convocazione del consiglio di classe

Il consiglio di classe è convocato dal Preside di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata della maggioranza dei suoi membri, escluso dal computo il Presidente. Il consiglio si riunisce di regola almeno una volta ogni due mesi ed è presieduto dal Preside o da un suo delegato.

art. 9

Programmazione e coordinamento dell'attività del consiglio di classe

Le riunioni del consiglio di classe devono essere programmate secondo i criteri stabiliti dall'art.5 e coordinate con quelle di altri organi collegiali, secondo i criteri stabiliti dall'art.6.

art. 10

Convocazione del collegio dei docenti

Il collegio dei docenti è convocato per gli adempimenti di cui all'art. 7 D.L.vo 297/94 T. U., secondo le modalità stabilite dall'art. 4, terzultimo comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 31 Maggio 1974, n. 416.

art. 11

Programmazione e coordinamento dell'attività del collegio docenti

Per la programmazione e il coordinamento dell'attività del collegio dei docenti si applicano le disposizioni dei precedenti art. 5 e 6.

art. 12

Prima convocazione del consiglio di istituto

La prima convocazione del Consiglio di Istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri da parte del Provveditore agli studi, è disposta dal Preside.


art. 13

Elezione del presidente e del vice presidente del consiglio di istituto

Nella prima seduta il Consiglio di Istituto è presieduto dal Preside ed elegge tra i rappresentanti dei genitori, membri del Consiglio stesso, il proprio Presidente. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio. E' considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, rapportata al numero dei componenti del Consiglio. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica. A parità di voti è eletto il più anziano di età. Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il Consiglio stesso secondo le stesse modalità previste per l'elezione del Presidente.

art. 14

Convocazione del consiglio di istituto

Il Consiglio di Istituto è convocato per gli adempimenti di cui all'art. 10 del D. L. vo 297/94 T. U., dal Presidente del Consiglio stesso. Il Presidente del Consiglio è tenuto a disporre la richiesta del Consiglio su convocazione del Presidente della Giunta Esecutiva ovvero della maggioranza del consiglio stesso.

art. 15

Relazione annuale

La relazione annuale del Consiglio di Istituto al Provveditore agli Studi e al Consiglio Scolastico Provinciale, prevista dall'art.6, ultimo comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n.416, è predisposta nel mese di settembre di ogni anno dalla Giunta Esecutiva ed è oggetto di discussione e approvazione in apposita seduta del Consiglio, da convocarsi entro il mese di ottobre e, comunque, quando si dia luogo al rinnovamento dell'organo prima dell'insediamento del nuovo organo. La relazione firmata dal Presidente del Consiglio di Istituto e dal Presidente della Giunta Esecutiva, è inviata dal Preside al Provveditore agli Studi e al Consiglio Scolastico Provinciale, entro 15 giorni dalla data della sua approvazione.

art. 16

Pubblicità degli atti

La pubblicità degli atti del Consiglio di Istituto, disciplinata dall'art. 27 del Decreto del Presidente della Repubblica 31 Maggio 1974 n. 416, deve avvenire mediante affissione in apposito albo dell'Istituto della copia integrale - sottoscritta e autenticata dal segretario del Consiglio - del testo delle deliberazioni adottate dal Consiglio stesso. L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo di dieci giorni. I verbali e tutti gli atti scritti preparatori sono depositati nell'ufficio di segreteria dell'Istituto e, per lo stesso periodo, sono esibiti a chiunque ne faccia richiesta. La copia della deliberazione da affiggere all'albo è consegnata al Preside dal segretario del Consiglio; il Preside ne dispone l'affissione e attesta in calce ad essa la data iniziale dell'affissione. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell'interessato.

art. 17

Pubblicità delle sedute del Consiglio di Istituto e Giunta Esecutiva

Alle sedute del Consiglio di Istituto e della Giunta esecutiva possono assistere studenti e genitori, i quali però non possono intervenire né prendere la parola.

art. 18

Attribuzioni della giunta esecutiva per i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni

La Giunta Esecutiva ha competenza per i provvedimenti disciplinari a carico degli alunni di cui al comma 11 dell'art.5 del D.L.vo 297/94 T.U.

art. 19

Convocazione del comitato per valutare il servizio degli insegnanti

Il comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal Preside:
a) in periodi programmati , ai sensi del precedente art. 2, per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell'art. 66 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417;
b) alla conclusione dell'anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova dagli insegnanti, ai sensi dell'art. 58 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 417;
c) ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

art. 20

Funzionamento della biblioteca, dei gabinetti scientifici, dei laboratori e delle palestre

Il funzionamento della Biblioteca è disciplinato dai criteri generali stabiliti dal Consiglio di Istituto, sentito il Collegio dei docenti in modo di assicurare:
a) l'accesso alla biblioteca da parte dei docenti, dei genitori e degli studenti anche - nei limiti del possibile - nelle ore pomeridiane;
b) le modalità di accesso al prestito e alla consultazione;
c) la partecipazione, in via consultiva, degli studenti alla scelta delle dotazioni librarie da acquistare.
Il funzionamento dei gabinetti scientifici, dei laboratori e delle palestre è regolato dal Dirigente scolastico, sentito il parere del Consiglio di Istituto, in modo da facilitarne l'uso da parte degli studenti per studi, ricerche ed esercitazioni con la presenza di un docente. Si osservano le eventuali direttive di massima ministeriali. Il Dirigente Scolastico può, su designazione del Collegio dei docenti, affidare a docenti le funzioni di "responsabile-referente" della biblioteca, dei gabinetti scientifici, dei laboratori e delle palestre. In particolare il funzionamento delle palestre è disciplinato dal Consiglio di Istituto in modo da assicurare la disponibilità, a rotazione oraria, a tutte le classi della scuola, e, nei casi di necessità, ad altre scuole o Enti ai sensi dell'art.12 della legge 517/1977.

Art. 21

REGOLAMENTO AI SENSI ART. 40 - CAPO II - D. I. 01/02/2001 - N. 44

Al fine di garantire l'arricchimento dell'offerta formativa e la realizzazione di specifici programmi di ricerca e di sperimentazione, ivi compresi i progetti finanziati e i promossi dall'U. E., si stabilisce di disciplinare le procedure e i criteri di scelta di cui a seguito:

1) Scelta di esperto per progetti P.O.N. e del P.O.F. d'Istituto, a mezzo di comparazione dei curricola da cui si evinca il livello culturale conseguito (diplomato o laureato), l'esperienza specifica maturata nel settore di riferimento del Progetto da attuare, l'adeguatezza delle competenze in rapporto agli obiettivi formativi prescelti.

2) Il reclutamento prioritario degli esperti deve avvenire all'esterno della Scuola e dell'Amministrazione Scolastica, al fine di realizzare un arricchimento reale di esperienze e competenze sinergiche con il territorio e con il tessuto sociale nel quale opera l'Istituzione Scolastica.

3) Gli esperti esterni, con le caratteristiche precipue di cui sopra, potranno anche realizzare attività di alternanza Scuola-Lavoro, inserendosi all'interno dei curricola con esperienze qualificate, mutuate dal mondo del lavoro, dalle arti e dalle professioni.

4) Al fine di creare un raccordo permanente, solido ed efficace fra gli alunni e l'offerta formativa, saranno individuati docenti dell'Istituto con funzioni di tutoraggio, scelti fra quelle risorse professionali che abbiano specifiche conoscenze e competenze relative ai contenuti del progetto; compito essenziale del docente-tutor sarà quello di facilitare i processi di apprendimento degli allievi e collaborare con gli esperti esterni nella conduzione delle attività del progetto.

5) Viene individuato quale docente-tutor il docente proponente delle progettualità da attuare, sia progetto del POF sia di altre tipologie (PON, CIPE ecc.), salvo diversa determinazione motivata del Consiglio d'Istituto.
Nel caso di copresentazione di progettualità finalizzata all'arricchimento dell'offerta formativa, i tutor saranno in numero pari a quelli proponenti, suddividendo fra di essi il monte ore di attività.

6) La funzione di esperto non può essere contemporanea a quella di tutor e viceversa.

7) Il tutor può far parte del gruppo di progetto delle varie attività, ma non può far parte del gruppo di monitoraggio e valutazione. Il gruppo di progetto viene costituito per ogni attività promossa per l'arricchimento dell'offerta formativa.
Il gruppo di Progetto per i PON e i progetti europei è costituito dal D. S., D.S.G.A., docente proponente il progetto.
Il gruppo di progetto per le attività proposte per il POF d'Istituto è formato dal D.S.G.A e dal docente proponente della progettualità.

8) Per ogni progetto, mirato all'arricchimento dell'offerta formativa, deve essere costituito
un gruppo di monitoraggio e valutazione secondo i seguenti criteri:

a) Progetti PON e progetti europei - Il gruppo di monitoraggio e valutazione deve essere scelto all'esterno della Scuola , fra addetti del settore con esperienza accertata e validata nel segmento operativo di cui trattasi; sono esclusi dal gruppo di valutazione il D. S., D.S.G.A., il tutor, gli esperti del progetto, i componenti del gruppo di progetto; le modalità di selezione saranno stabilite dal Consiglio d'Istituto, di volta in volta, con apposito bando.

b) Progetti del POF - Il gruppo di monitoraggio e valutazione deve essere scelto con modalità che saranno stabilite dal Consiglio d'Istituto e vi fanno parte il D.S., un genitore componente del Consiglio d'Istituto e un ATA.

8) I Componenti dei gruppi di progetto, dei gruppi di monitoraggio e di valutazione, i tutor e gli esperti vengono compensati secondo le tabelle previste dai Decreti Interministeriali vigenti al momento della sottoscrizione contrattuale.
Il Consiglio d'Istituto, su proposta del D. S., potrà operare un parzializzazione del monte ore in base al budget stabilito per ciascuna tipologia di progettualità, con oscillazione tra il minimo e il massimo delle tabelle vigenti.
Ove non fosse prevista una copertura del tutoraggio pari al numero delle ore dell'intero percorso formativo, sarà effettuata una decurtazione proporzionale fino al tetto massimo finanziabile.
La decisione dovrà essere assunta con delibera del Consiglio d'Istituto.
Per tutte le categorie impegnate, sia in qualità di tutor che di componenti dei vari gruppi, dovrà essere stipulato apposito contratti con la specificazione dei compensi attribuiti, del tipo di attività da svolgere, degli impegni professionali richiesti e delle sanzioni applicabili in caso del venir meno degli impegni sottoscritti fino alla rescissione del contratto.

9) Per il personale ATA dovrà essere sempre previsto il compenso secondo le norme vigenti al momento, secondo i seguenti criteri:

a) per i collaboratori scolastici, per un numero di ore pari al totale del monte ore del progetto;
b) per gli assistenti tecnici, per un numero di ore pari all'effettivo utilizzo del laboratorio;
c) per gli assistenti amministrativi, per un numero di ore pari all'effettivamente prestato, secondo le esigenze progettuali.

 

DISPOSIZIONI PER GLI ALUNNI

art. 22

Gli Studenti

Gli studenti sono parte attiva della Comunità scolastica, sono soggetti di diritti e di doveri e, nel rispetto della normativa vigente, hanno l'obbligo dell'assidua presenza alle lezioni.

Doveri fondamentali

Costituisce fondamentale e inderogabile dovere degli alunni mantenere un comportamento educato, responsabile e civile nei confronti delle persone che si trovano all'interno dell'Istituto. In particolare, gli alunni devono:
a) rispettare l'integrità fisica della suppellettile e delle attrezzature didattiche;
b) astenersi da qualsiasi azione che possa arrecare pregiudizio al decoro esteriore delle aule, delle pareti dei corridoi e delle scale e dei locali dei servizi igienici nonché dei relativi infissi.
L'inosservanza di tali doveri è valutabile sotto il profilo disciplinare e comporta risarcimento dei danni da parte del singolo o dell'intera classe.



art. 23

Accesso alle aule

L'orario d'inizio delle lezioni è fissato alle ore 8,20.
L'accesso alle aule è fissato dalle ore 8,15 alle ore 8,20.
Eccezionalmente il Dirigente Scolastico può disporre l'accesso anticipato nell'androne dell'Istituto.
Gli alunni devono recarsi direttamente nelle rispettive aule di appartenenza.
Il portone d'ingresso si chiude alle ore 8,30 e non sono consentiti più di cinque ritardi nell'anno scolastico, nell'ambito dei cinque minuti di tolleranza, da annotarsi nell'apposito registro.

art. 24

Ritardi ed uscite anticipate

Non sono consentite entrate posticipate rispetto all'orario fissato delle lezioni, se non per motivi gravi e documentati, a discrezione del docente della prima ora di lezione, all'uopo delegato dal Dirigente Scolastico. Le uscite anticipate, ammissibili non prima della scadenza della III ora di lezione, comunque motivate e debitamente giustificate anche se a posteriori, potranno essere consentite dal docente in servizio nella classe, per la circostanza delegato dal Dirigente Scolastico. Il docente stesso provvederà a segnare l'annotazione sul registro di classe per gli opportuni riscontri. Per gli alunni minorenni, l'uscita anticipata è consentita solo se la richiesta è presentata personalmente dal genitore esercente la potestà. Alla medesima condizione vengono assoggettati anche gli alunni maggiorenni.
Gli alunni ammessi alla seconda ora, dopo tre volte, sono considerati ritardatari abituali e sono riammessi, previa autorizzazione del Dirigente Scolastico. I ritardi sono, comunque, valutabili sotto il profilo disciplinare e didattico.

art. 25

Comportamento degli alunni durante e al termine delle lezioni

Durante lo svolgimento delle lezioni gli alunni presenti nelle aule o che attraversano i corridoi, devono comportarsi in modo da non disturbare l'attività didattica.
Durante il cambio dei docenti gli alunni dovranno restare nelle proprie aule.
L'accesso ai servizi igienici è consentito a partire dalle ore 10,20 e per non più di due alunni per classe (un maschio e una femmina).
Al termine delle lezioni l'uscita avviene nel rispetto del Piano di Evacuazione e con la vigilanza del personale docente di turno.


art. 26

Assenze alunni

La presenza degli alunni è obbligatoria, oltre che alle lezioni, a tutte le altre attività (ricerche culturali, lavori di gruppo, visite istruttive, ecc.) che si svolgono nel contesto delle iniziative scolastiche.
Le assenze di oltre cinque giorni saranno giustificate con esibizione di certificato medico o, se per motivi di famiglia, direttamente da un genitore.
Gli alunni, che si assentano dalle lezioni, sono ammessi in classe, previa giustificazione scritta, da presentare il giorno del rientro.
La giustificazione deve essere redatta sul foglietto dell'apposito libretto, consegnato dal Dirigente Scolastico ad uno dei genitori, all'inizio dell'anno scolastico.
All'atto della consegna del libretto, uno dei genitori deve apporre la propria firma alla presenza del Dirigente Scolastico o di un suo delegato.
Le giustificazioni vengono effettuate dal docente della prima ora, che verifica l'autenticità della firma in calce ad esse, confrontandola con la firma sul frontespizio del libretto.
Il genitore è tenuto a giustificare personalmente l'alunno ogni cinque assenze anche non consecutive.
Gli alunni maggiorenni possono giustificare personalmente le assenze, utilizzando i foglietti del libretto.
Le assenze degli alunni saranno segnate in un apposito registro, a cura del Dirigente Scolastico o di un suo delegato.
Le assenze collettive, anche se non effettuate dalla totalità della classe, sono considerate atto di turbativa del regolare svolgimento didattico. Pertanto esse saranno giustificate esclusivamente dal D. S. che adotterà i provvedimenti che riterrà opportuni, ivi compreso l'accompagnamento personale del genitore entro il limite massimo di tre giorni.

art. 27

Assemblea d'Istituto

Gli alunni hanno diritto di riunirsi in assemblea secondo le modalità e nei limiti contemplati dall'art. 43 del D.P.R. 416/74 e dall'art. 13 del D. L.vo 297/94 T.U.
L'assemblea degli alunni dell'Istituto funziona sulla base di un regolamento approvato dalla stessa Assemblea ed inviato in visione al Consiglio d'Istituto.
L'Assemblea generale può essere convocata sia allo scopo di approfondire tematiche e problemi interni alla scuola, sia per dibattere tematiche sociali in funzione della formazione culturale e civile degli studenti.

art. 28

L'Assemblea non può essere convocata negli ultimi trenta giorni di lezione che precedono il termine dell'anno scolastico.

art. 29

L'ordinato svolgimento dell'Assemblea deve essere assicurato dai rappresentanti di classe che formano il Comitato Studentesco.

art. 30

Gli studenti redigono o confermano, tramite l'Assemblea d'Istituto all'inizio di ogni anno scolastico, il Regolamento dell'assemblea previsto dalle norme vigenti.

art. 31

La partecipazione degli studenti all'assemblea generale è libera; coloro che non intendono parteciparvi possono restare in classe con gli insegnanti, i quali sono tenuti a non svolgere lezioni che possano danneggiare i partecipanti all'assemblea.

art. 32

Assemblea di classe

Le assemblee di classe, nel numero massimo di due al mese e della durata di un'ora, vengono indette dagli alunni attraverso richiesta scritta firmata dai rappresentanti di classe e presentata almeno quarantotto ore prima al Dirigente Scolastico.

art. 33

Comitato studentesco

I rappresentanti degli alunni nei Consigli di classe possono costituirsi in comitato studentesco, la cui principale funzione è quella di coordinare, ai vari livelli di presenza, l'azione dei rappresentanti di classe.
Il comitato si riunisce in ore coincidenti con lo svolgimento delle lezioni e solo previa autorizzazione del Dirigente Scolastico. Al comitato possono essere richiesti pareri non vincolanti dal Dirigente Scolastico e dagli organi collegiali.

art. 34



Assenze

Le assenze dovute a manifestazioni collettive debbono essere dichiarate dal genitore o da chi ne fa le veci. Detta dichiarazione deve essere effettuata utilizzando l'apposito libretto delle giustificazioni.

art. 35

Il computo e il controllo delle assenze sono riservate al Dirigente Scolastico che si serve del personale di segreteria per comunicare alle famiglie le assenze degli studenti.
I genitori possono autonomamente e direttamente rivolgersi al Dirigente Scolastico per acquisire le informazioni necessarie e per collaborare con la scuola.

art. 36

Gli studenti sono tenuti al rispetto delle regole stabilite per l'uso del parcheggio, del cortile e degli spazi esterni all'Istituto.

art. 37

Nelle aule, nei bagni e nei corridoi è vietato fumare. I docenti e i non docenti sono tenuti a rispettare e a far rispettare tale regola.

art. 38

Gli studenti non possono uscire dall'aula prima delle ore 10,20. L'insegnante è tenuto a far rispettare tale disposizione e, in ogni caso, a non far uscire dall'aula più di due alunni per volta. L'abbigliamento delle studentesse e degli studenti deve essere adeguato all'ambiente.

art. 39


Assemblea dei genitori

I genitori hanno diritto di riunirsi in assemblea, secondo le modalità previste dall'art.45 del D.P.R.416/74 e dall'art. 15 del D. L.vo 297/94 T.U.
I rappresentanti dei genitori nei Consigli di classe possono esprimere un comitato dei genitori nell'Istituto.

art. 40

Obblighi del personale docente

Il personale docente è tenuto a rispettare l'orario di servizio. Ogni eventuale inosservanza è valutabile sotto il profilo morale e disciplinare.
L'orario di servizio del personale docente è disciplinato dalle norme vigenti.
Il personale docente è tenuto, in particolare, a:
a) trovarsi nell'aula almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni;
b) fare l'appello dei presenti, annotando i nomi degli assenti nel registro di classe, accertando, altresì, l'avvenuta presentazione della giustifica da parte degli alunni rimasti assenti nei giorni precedenti;
c) effettuare tempestivamente i cambi da una classe all'altra, onde evitare che gli alunni di una determinata classe restino incustoditi;
d) sorvegliare l'uscita degli alunni dall'aula al termine delle lezioni;
e) presenziare, su delega del Preside, le assemblee studentesche di classe;
f) ricevere i genitori in orario antimeridiano (un'ora nella prima settima di ogni mese) e in orario pomeridiano (due volte in un anno scolastico), in casi straordinari su appuntamento o su convocazione tramite cartolina/avviso con tassa a carico del destinatario.

art. 41

Comportamento in caso di sciopero

In caso di situazioni di conflittualità sindacale e di scioperi indetti a livello nazionale dalle OO. SS. con preavviso di 15 giorni nei tempi e nei modi previsti dalla legge n° 146 del 12/6/90, il Capo di Istituto inviterà, con circolare di servizio il personale, che intende aderire allo sciopero a darne tempestiva comunicazione. Tale comunicazione ha carattere volontario e la dichiarazione di non adesione allo sciopero non è revocabile. Il Dirigente Scolastico valuterà l'entità dell'astensione dal servizio scolastico e la conseguente possibile organizzazione di forme sostitutive di erogazione del servizio.
Il Dirigente Scolastico, in ogni caso, è tenuto a comunicare alle famiglie, almeno 5 giorni prima della effettuazione dello sciopero, le prevedibili modalità di funzionamento del servizio scolastico, ivi compresa l'eventuale sospensione dello stesso. E' autorizzato, altresì, ad ordinare la presenza a scuola, all'inizio delle lezioni, di tutto il personale docente non scioperante in servizio quel giorno in modo da organizzare l'orario scolastico nel rispetto del numero di ore previsto per ogni singolo docente.
Ciò allo scopo di garantire l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici contemperandolo con i diritti di sciopero nei servizi pubblici e con i diritti del minore da tutelare costituzionalmente.

art. 42

Modalità per la richiesta da parte dell'utenza dei locali della scuola e della palestra per riunioni, manifestazioni sportive e culturali

A norma dell'art. 12 della legge n°517 del 4/8/77, " l'edificio e le infrastrutture scolastiche possono essere utilizzati, fuori dell'orario del servizio scolastico, per attività che realizzino la funzione della Scuola come centro di formazione culturale, sociale e civile; il Comune o la Provincia hanno la facoltà di disporne la temporanea concessione, previo assenso del Consiglio d'Istituto".
Tutti coloro che, pertanto, vogliano chiedere la concessione dei locali della scuola per i suddetti scopi, possono produrre istanza al Dirigente Scolastico, nella quale saranno precisati:
a) gli orari
b) gli scopi non di lucro dell'attività
c) le persone responsabili in ordine alla sicurezza, all'igiene e alla salvaguardia del patrimonio.
Il Dirigente scolastico provvederà ad inoltrare la pratica ai competenti Organismi per la definizione della stessa.

art. 43

Assenze e sostituzioni del personale docente

In caso di assenza del docente, per la sostituzione, il Capo di Istituto attiverà la seguente procedura:
1) Nominerà il supplente, secondo la normativa vigente, solo se il periodo di assenza del titolare sarà uguale o superiore a 11 giorni , dopo aver sottratto da esso le domeniche, i giorni di festa, i giorni liberi del docente e i giorni di sospensione, a qualsiasi titolo, dell'attività didattica.
2) Non potrà nominare il supplente, ma provvederà a sostituzioni giornaliere con personale docente a disposizione, nel caso in cui il periodo di assenza risulti comunque inferiore ad 11 giorni.
Per quanto riguarda le sostituzioni, all'atto della formulazione dell'orario di servizio, all'inizio di ogni anno scolastico, viene redatto un quadro orario delle utilizzazioni in ore di supplenze. In tale quadro viene utilizzato sia il personale che, a qualsiasi titolo, è tenuto al completamento dell'orario cattedra sia quello che, facoltativamente, ha dato la disponibilità a supplire fino ad un numero massimo di 6 ore settimanali.
Il Capo di Istituto, o chi ne fa le veci, provvederà alla sostituzione utilizzando in via prioritaria, il personale tenuto al completamento del proprio orario di servizio, secondo il seguente ordine:
1) docente della stessa materia
2) docente dello stesso corso
3) docente della stessa materia di altro corso
4) docente di altra materia e di altro corso
La disponibilità offerta implica la presenza a scuola del docente all'inizio dell'ora per la quale è inserito nel quadro generale delle disponibilità.
Solo come estrema soluzione si potrà ricorrere, per la sostituzione, allo sdoppiamento della classe e, preavvisando le famiglie, all'uscita anticipata o all'entrata posticipata.

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NORME DI COMPORTAMENTO DEL PERSONALE A.T.A.
 
Il decreto legislativo n° 626/94, modificato dal D. Lgs. N° 242/96, ha introdotto, tra l'altro, l'obbligo per il datore di lavoro d'informare adeguatamente tutti i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi all'attività svolta con particolare riguardo alle procedure di pronto soccorso, azione all'antincendio ed evacuazione dei Locali. Gli art. 37 e 43 del D. L.vo 626/94 prevedono che :" tutti i lavoratori debbono essere edotti, mediante comunicazione diretta, sulle norme di comportamento da osservare in situazioni di emergenza".
In particolare essi hanno l'obbligo di:
 - segnalare al personale specificatamente incaricato della gestione delle situazioni di emergenza (S.P.P.R.) ogni evento pericoloso per persone o    cose verificatosi negli ambienti di lavoro (incendio, scoppio, infortunio, malore, ecc.);
 - astenersi dall'effettuare interventi diretti sugli impianti e sulle persone (salvo laddove sia impossibile contattare un incaricato, ovvero in    situazioni di pericolo grave ed immediato).
 - astenersi dall'utilizzare attrezzature antincendio o di pronto soccorso, o effettuare interventi o manovre sui quadri elettrici o sugli impianti    tecnologici (idrico, termico, ecc.) senza aver ricevuto istruzioni adeguate.
 - di non rifiutare, salvo giustificato motivo, la designazione all'incarico di attuare le misure di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e    gestione dell'emergenza;
 - di partecipare con profitto e diligenza alle iniziative aziendali in materia di addestramento e di formazione.

I lavoratori devono, altresì, conoscere e applicare le seguenti norme comportamentali in caso di esodo dei locali, al verificarsi di una situazione di emergenza:
§ allontanarsi ordinatamente dai locali non appena percepito l'allarme, ovvero al cospetto di una situazione di emergenza
§ seguire, salvo diversa indicazione da parte del personale incaricato, il percorso di esodo contrassegnato dalla apposita segnaletica
§ defluire rapidamente dalle uscite indicate per portarsi nei punti di raccolta senza mai allontanarsi dalle aree di raccolta se non per passato pericolo.


ATTENZIONE

Per prevenire un incendio è importantissimo;
- non fumare nei luoghi in cui è espressamente vietato;
- prima di lasciare un luogo di cui è consentito fumare, accertarsi che non siano rimaste sigarette accese e che siano riposte negli appositi posacenere;
- accertarsi che i videoterminali siano spenti prima di allontanarsi dal posto di lavoro, anche per una piccola pausa;
- non usare in nessun caso apparecchi elettrici o piccoli elettrodomestici personali (stufe, fornellini , ecc.)
- segnalare immediatamente agli addetti al S.P.P.R. la presenza di cavi elettrici non protetti da materiale isolante o l'eventuale male
funzionamento di interruttori o prese di corrente.

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NORME DI COMPORTAMENTO PER LO STUDENTE
 
E' rigorosamente vietato fumare oltre che per motivi igienici sanitari anche per motivi di sicurezza antincendio.
E' indispensabile che il luogo di lavoro sia pulito ed ogni studente deve mantenerlo tale: in particolare deve riporre i rifiuti in appositi contenitori e non gettarli per terra.
Le vie e le uscite d'emergenza devono essere lasciate libere da ostruzioni sia all'interno sia all'esterno.
Ogni studente deve conoscere il percorso da seguire in caso d'emergenza e/o di segnalazione di pericolo; deve inoltre conoscere il punto di raccolta, che non deve abbandonare se non dopo il segnale di "cessato allarme".
Ogni studente non deve accedere ad aree riservate, salvo quando è impegnato in attività ivi programmate, sotto la direzione del personale preposto.
Al verificarsi di un inconveniente legato al luogo di lavoro che può generare rischio, lo studente avverte immediatamente l'insegnante.
I servizi igienici devono essere lasciati puliti ed in ordine in modo tale da poter essere utilizzati immediatamente da altri; questo è un modo per dimostrare attenzione per i propri compagni di scuola.
Durante i cambi d'ora lo studente non deve allontanarsi dall'aula e attendere l'arrivo dell'insegnante in maniera disciplinata.
I dispositivi di sicurezza o di segnalazione non vanno assolutamente rimossi o manomessi senza l'autorizzazione del personale preposto.
Lo studente deve utilizzare le attrezzature in modo appropriato, seguendo le istruzioni astenendosi dal compiere operazioni o manovre che non siano di sua competenza.
Lo studente, prima di eseguire una qualsiasi operazione sugli impianti elettrici, deve disinserire l'alimentazione, assicurandosi che non ci sia tensione: si eviterà in tal modo il contatto diretto o indiretto con le parti degli impianti elettrici sotto tensione.
In ogni attività si avrà sempre cura del rivestimento isolante dei conduttori elettrici: prima di utilizzare apparecchi elettrici, lo studente si assicurerà che il cavo sia in buono stato; quando estrarrà la spina dalla presa utilizzerà l'impugnatura, facendo attenzione a non tirare il cavo.
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NORME DI COMPORTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE
 
Il Tutti i lavoratori devono essere edotti, mediante comunicazione diretta, sulle norme di comportamento da osservare in situazioni di emergenza.
In particolare essi hanno l'obbligo di:
1) Ciascun docente deve prendersi cura della propria sicurezza, della propria salute e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione ed alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.
2) In particolare i docenti:
 - osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
 - segnalano tempestivamente al personale incaricato della gestione delle situazioni di emergenza (S.P.P.R.) ogni evento pericoloso per persone o    cose verificatosi negli ambienti di lavoro (es. incendio, scoppio, infortunio, malore, ecc.);
 - si astengono dal compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non siano di loro competenza o che possano compromettere la    sicurezza propria o di altri lavoratori.
 - non rifiutano, salvo giustificato motivo, la designazione all'incarico di attuare le misure di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e    gestione dell'emergenza:
 - partecipano con profitto e diligenza alle iniziative aziendali in materia di addestramento e di formazione.
I docenti devono, altresì, conoscere e applicare le seguenti norme comportamentali in caso di esodo dai locali, al verificarsi di una situazione di emergenza:
 - allontanarsi ordinatamente dai locali non appena percepito l'allarme che indica una situazione di emergenza: se si trovano in aula, prendono il    registro di classe, fanno uscire gli alunni e, senza creare panico, li guidano, seguendo le indicazioni del percorso di esodo verso i punti di    raccolta di propria competenza che si trovano nel cortile del liceo. I punti di raccolta saranno abbandonati quando sarà stato dato il segnale di    "cessato pericolo".

ATTENZIONE

Per prevenire un incendio è importantissimo:
 - non fumare nei luoghi in cui è espressamente vietato;
 - prima di lasciare un luogo di cui è consentito fumare, accertarsi che non siano rimaste sigarette accese o che le stesse siano riposte negli    appositi posacenere;
 - accertarsi che i videoterminali siano spenti prima di allontanarsi dal posto di lavoro, anche per una piccola pausa;
 - non usare in nessun caso apparecchi elettrici o piccoli elettrodomestici personali (stufe, fornellini , ecc.);
 - segnalare immediatamente agli addetti al S.P.P.R. la presenza di cavi elettrici non protetti da materiale isolante o l'eventuale cattivo    funzionamento di interruttori o prese di corrente.

Nola, 12 novembre 2004

Il Dirigente Scolastico
Dott. prof. Paolo Allocca

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